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Calcio: Eccellenza, 20ma giornata gir. A 2017-2018, Ladispoli-Crecas 0-0

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A reti inviolate il big match della terza di ritorno; occasionissima per la fuga sfuggita ai tirrenici; sabini tutti a difesa del risultato

Di Giorgio Zanirato

LADISPOLI: Travaglini, Salvato, Barone, Tollardo, Gallitano, Leone, Pagliuca (18’st Marvelli), Bertino, Cardella, La Rosa (40’st A. Sganga), De Fato. A disp: Agostini, Mastrodonato, Zucchi, Rocchi, Lupo. All. Pietro Bosco

CRECAS: De Angelis, Cupelli (35’st Bragalone), Palmieri, Marini, Calabresi, Passiatore, Palermo (48’st Fischetti), Fiorentini (29’st Morici), Bussi, Ortenzi (44’st Rulli), Santoro (9’st Galvanio). A disp: Sbraga, Gallaccio. All. Marco Scorsini 

ARBITRO: Tappeiner di Merano

ASSISTENTI: Conti di Roma2 e Ferrentino di Ostia

NOTE: Spettatori 850 circa. Espulso: Rulli (C) al 50’st per gioco scorretto. Ammoniti: Marini, Cupelli, Barone, Passiatore, Morici. Angoli: 5-2. Recupero: 2’pt; 5’st

LADISPOLI (RM) – Ladispoli-Crecas, il D-day. Percorrendo la Settevene Palo da Cerveteri verso l’Aurelia, si comincia a percepire un’aria diversa dal solito. Non è una domenica come le altre, non può esserlo. Anche il cielo plumbeo non è lo stesso di sempre: le nuvole apparentemente minacciose di pioggia, hanno forma e colore differenti da quelle di sempre. Arrivando al campo, si nota da subito un’atmosfera diversa. Normalmente (prima al glorioso “Marescotti” ed ora al “Sale”) il cerimoniale pre-partita ha tutt’altra regolamentazione, oggi invece presenta un sistema diverso più legato ad una vera e propria festa di sport, perchè questa intende essere la manifestazione che avrà luogo a partire dalle ore 11. La cordialità, la simpatia, l’affetto e la stima di tutto il movimento  che ruota attorno al mondo Ladispoli sono quelle di sempre ma oggi “il volume” è più alto del solito. Questo è il bello del calcio: Ladispoli-Crecas è, prima di tutto, una vera e propria festa di sport; poi ovviamente va vista anche come super-sfida in campo fra la prima e la seconda di Eccellenza. La chiamata “a rapporto” (non alle armi, perchè in questo caso non serve, ndr) da parte della società è stata raccolta con grande entusiasmo da parte della cittadinanza tirrenica, che ha affollato gli spalti del “Sale” in maniera ancor più cospicua rispetto al solito. Uno spettacolo in senso assoluto. Ladispoli-Crecas non è una gara qualunque, non lo potrebbe essere. Insolita la scelta dell’Aia circa la direzione arbitrale: vista l’importanza del match, la federazione opta per l’invio di un giudice di gara “superpartes”, proveniente dagli scambi interregionali: a Ladispoli arriva il sig. Tappeiner da Merano. Considerato come sono andate le cose nel recente (anche recentissimo) passato con protagonisti fischietti di “fuori regione”, la cosa non può far stare più di tanto tranquille le due squadre. Da segnalare, infine, la presenza (fra i vari addetti ai lavori suddivisi fra allenatori e direttori sportivi) dell’allenatore-sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, persona nota a tutti noi che viviamo questo calcio dilettantistico e a tutti gli italiani, per i tristi eventi che il 24 Agosto 2016 hanno cambiato e  la realtà di vita quotidiana di un preziosissimo, deliziosissimo borgo storico laziale, ma patrimonio di tutta l’Italia intera qual’era Amatrice. Oggi l’ex allenatore del Trastevere e del Civitavecchia è impegnato sul duplice fronte istituzionale suddiviso fra la rinascita del proprio paese di origine (e del quale è primo cittadino) e la difficile corsa alla Presidenza della Regione. Non volendo fare propaganda politica, ma per una questione di senso civico, sarebbe bello poter vedere Pirozzi nominato “allenatore della Regione” (a prescindere dal fatto delle preferenze o di ciò che potrebbe fare succedendo al Presidente uscente Zingaretti); ma questo è un mero pensiero personale, nulla di più. 

LA GARA – E’ il Ladispoli a fare la partita: al 7′ ci prova La Rosa, ma il suo colpo di testa (su assist di Cardella) termina a lato. Ottima la ripartenza propiziata dal giovane ’97 Pagliuca, un calciatore dall’importante passato giovanile (prima di approdare al Ladispoli, ha infatti militato nel Savio e nella Vigor Perconti, due delle migliori società del nostro panorama giovanile regionale e dilettantistico, ndr) e che può dare moltissimo a questo gruppo, dimostrando di poter meritare il posto da titolare, con ottime prestazioni “in fila” nelle ultime giornate. Al 20′ ci prova invece Salvato, dopo un uno-due con lo stesso Pagliuca, ma il suo tiro-cross viene bloccato a terra dal bravissimo ex estremo difensore scuola Lazio (con all’attivo nel palmares anche diverse panchine in serie A) Alessio De Angelis. Quattro minuti più tardi, gli ospiti provano a farsi vedere in avanti, con un calcio piazzato decisamente velleitario che avrebbe dovuto servire Calabresi; Travaglini per non correre rischi ed anche (perché no), per prendersi un pò di applausi in una gara speciale, sventa la minaccia con una respinta di pugno in tuffo che anticipa il possibile intervento da parte del centrale difensivo scuola Tor di Quinto (24′). Ladispoli di nuovo in proiezione offensiva al 35′: La Rosa raccoglie al limite dell’area un pallone respinto dalla retroguardia sabina e prova a calciare; palla ben oltre il montante trasversale della porta di De Angelis. I padroni di casa ci riprovano due minuti più tardi, questa volta sull’asse Bertino-La Rosa, ma il pallonetto di quest’ultimo si spegne a fondo campo. L’occasione sicuramente più ghiotta di tutta l’intera prima frazione si materializza però al 38′: Calabresi sbaglia clamorosamente un disimpegno difensivo regalando un velenosissimo pallone a La Rosa che serve subito sulla corsa il veloce Cardella; l’ex Boreale e Montecelio s’invola verso la porta avversaria ma, una volta giunto a tu per tu con De Angelis, sbaglia a dosare l’altezza del tiro facendosi ipnotizzare dallo stesso estremo difensore sabino. Pallone in calcio d’angolo ed incredibile chance gettata alle ortiche per il Ladispoli.  Su quest’emozione cala il sipario al “Sale”: è 0-0 all’intervallo, fra Ladispoli e Crecas. La ripresa si apre con il tentativo ospite di Fiorentini da fuori; palla abbondantemente a lato. Pochi istanti dopo, invece, è ancora la compagine tirrenica a sfiorare quello che sarebbe (a questo punto) il meritatissimo vantaggio: De Fato, servito splendidamente dal colpo di tacco di Pagliuca, calcia di poco alto dall’interno dell’area di rigore (3′). Passano sette minuti e La Rosa dalla propria metà campo lancia Cardella, il cui tiro sporcato da Passiatore, si stampa sulla base del palo alla destra di De Angelis. In chiusura di match, il neo entrato Marvelli mette al centro per Bertino, la cui girata nel cuore dell’area finisce di poco oltre la linea di fondo. A pochissimi secondi dal triplice fischio finale (50′), invece, l’entrata scriteriata di Rulli ai danni di Tollardo, che è costata il cartellino rosso senza attenuanti al giocatore di Scorsini, che chiude dunque in inferiorità numerica questa sfida. 

Termina quindi senza vincitori né vinti il big match di giornata (che avrebbe potuto regolare in maniera importante il prosieguo del campionato ndr) dell’Angelo Sale di Ladispoli: il finale “ad occhiali” (ovvero con lo stesso risultato di partenza) fra i padroni di casa del Ladispoli (capolista) ed i sabini del Crecas (prima inseguitrice) lascia inalterate le distanze fra queste due contendenti, anche se favorisce leggermente quelle compagini che seguono (Artena, Astrea, Ciampino e soprattutto UniPomezia) e che ambiscono a dare fastidio ai team di Bosco e Scorsini nella caccia ad un posto in paraDiso. Insolita la scelta di formazione operata dall’ex allenatore di Monterosi, Semprevisa ed Anguillara, che lascia in panchina l’esperienza di Gallaccio ed inserisce fra i titolari Edoardo Santoro, ’98 ex Monterotondo Scalo (che pur non avendo praticamente mai inciso (giocando poco o nulla) lo scorso anno in Eccellenza al Pierangeli, in estate è addirittura approdato in D allo Scandicci, ndr). Altrettanto difficile da comprendere è stata la tattica attendista e difensivista operata dalla formazione di Palombara Sabina: una formazione che deve recuperare terreno in graduatoria da chi le sta davanti, avrebbe dovuto giocare e fare la partita, invece di aspettare le mosse della capolista che, per poco, non conquista tre punti fondamentali in ottica campionato. Quanto al Ladispoli, come già sottolineato, è stata solo la sfortuna a negare il successo ai ragazzi di Bosco; il secondo pari a reti inviolate, dopo quello dell’andata con il Civitavecchia, consente in ogni caso ai tirrenici di restare saldamente in testa e di conservare l’imbattibilità interna con una gara in meno da giocare. E’ ancora lunghissimo il torneo, ma questa squadra ha tutte le carte in regola per poter fare davvero bene. Per una volta, il calcio (quello dilettantistico nello specifico) ha dato prova di grande maturità e civiltà: segno evidente che si può rendere ogni domenica una festa di sport e amicizia. Spesso infatti nel calcio nostrano si notano episodi spiacevoli in campo e sugli spalti, frutto di una cultura tutta “laziale” legata a fattori estranei allo sport; perché non si può fare come in altre regioni, dove le partite vengono vissute con allegria e con le due tifoserie “mischiate” (non in senso di violenza, bensì di rispetto reciproco) in tribuna e pronte a battere le mani agli avversari. In Puglia, Abruzzo e Toscana (per esperienza personale) il calcio è vissuto come una piacevole occasione per incontrarsi e vivere 90° in compagnia, anche se a dividere le persone ci sia una diversa “fede calcistica”; in curva (per gli stadi che ne dispongono) si va anche con bambini nei passeggini o nelle culle e la gente è accumunata dal puro e semplicissimo tifo per i colori della propria squadra, applaudendo anche gli avversari. Allora perché non ci si può abituare anche da noi a tutto questo?… Complimenti a Ladispoli e Crecas per tutto quanto fatto vedere in campo e fuori prima, durante e dopo la partita. 

Domenica prossima, il quadro delle gare in programma prevede il derby tirrenico con il Civitavecchia al “Fattori per il Ladispoli, mentre i sabini riceveranno la visita dell’Artena di Punzi, nel secondo scontro diretto consecutivo, valido questa volta per provare a raggiungere quantomeno il definitivo secondo posto, valido per accedere agli spareggi nazionali fra seconde. 

44  LADISPOLI

40  CRECAS

39  ARTENA

38  CIAMPINO

37  ASTREA

36  UNIPOMEZIA

30  E. MONTEROTONDO

29  CYNTHIA

28  VALLE DEL TEVERE

24  CIVITAVECCHIA

21   BOREALE, L. MARINO

19   TOLFA, M. GROTTE CELONI

18   R. MONTEROTONDO S.

17   A. VESCOVIO, TOR SAPIENZA

15   M. CIMINI 

 

LEGGENDA: 

 

PROMOSSA DIRETTAMENTE IN SERIE D

AI PLAYOFF NAZIONALI FRA SECONDE D’ECCELLENZA

AI PLAYOUT (TERZ’ULTIMA VS SEST’ULTIMA E QUART’ULTIMA VS QUINT’ULTIMA, DA GIOCARSI IN GARA UNICA ED IN CASA DELLA MIGLIOR CLASSIFICATA; SOLO IN CASO DI DISTACCO UGUALE O INFERIORE AGLI 8 PTI)

RETROCESSE DIRETTAMENTE IN PROMOZIONE

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