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Calcio: Spareggi fra seconde d’Eccellenza, ritorno semifinale, Valle del Tevere-Budoni 0-1 (And. 2-2; aggr. 2-3)

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Harakiri sabino; la papera di Zonfrilli costa la qualificazione (e forse la D) alla squadra di Forano. Esulta Budoni, con la Sardegna ad un passo dal ritorno in Interregionale

Di Giorgio Zanirato

valleVALLE DEL TEVERE: Zonfrilli, D’Ambrosio (20’st Nocelli), Renelli, Tartaglione (15’st Colangelo), Fagioli, Castellano (35’st Federici), Danieli, Mamarang, Grizzi. A disp: De Vellis, Nardi, Migliorati, Neri. All. Stefano Scaricamazza

budoniBUDONI: Trini, Zela, Caputo, Meloni, Spina, Varrucciu, Saiu (16’pt Mastio), Pinna, Sartor, Ma. Murgia (46’st Mannazzu), Santoro. A disp: Sanna, Mi. Murgia, Ventroni, Rodriguez, Nicoletta. All. Raffaele Cerbone

ARBITRO: Rinaldi di Bassano del Grappa

ASSISTENTI: Colasanti di Grosseto e Varrà di Siena

MARCATORE: 32’st Santoro

NOTE: Spettatori 500 circa. Osservato un minuto di raccoglimento in memoria dell’ex arbitro Stefano Farina. Ammoniti: Ma. Murgia, Meloni. Angoli: 4-5. Recupero: 1’pt; 4’st

FORANO (RI) – Al campo di Forano, di ritorno dalle semifinali playoff di Promozione vissute in quel di Ciampino, c’è un caldo estivo ad accogliere l’arrivo di un umilissimo video operatore “senza sponsor”, ma anche e soprattutto un clima di festa apparente, con musica altissima nello spogliatoio della Valle del Tevere, artefice di un importantissimo risultato nel match di andata di questi spareggi fra seconde di Eccellenza, nei quali in palio c’è un posto in serie D. Ai sabini può bastare anche il pareggio (0-0 o 1-1), mentre i sardi sono “condannati” a vincere o realizzare un pareggio con almeno tre reti segnate, per poter ambire a quella serie D che a Budoni è inopinatamente sfuggita lo scorso campionato, nel match playout contro la Cynthia Genzano (0-2 al “Pincelli”, ndr).

DanieliLa prima vera emozione della partita si materializza all’8′, con la grandissima progressione palla al piede di Fagioli che taglia letteralmente in due la formazione biancoceleste di Cerbone, presentandosi al tiro dal limite con il destro; Trini respinge il pallone che diventa buono per Danieli. Il forte bomber dei padroni di casa realizza il goal del vantaggio con un mancino preciso e ben calibrato, ma inspiegabilmente l’arbitro ed il suo assistente annullano per una presunta posizione di off-side. Obiettivamente, si tratta di un grave errore arbitrale, perchè l’attaccante dei padroni di casa è assolutamente in linea con i difensori ospiti, pertanto si può parlare di Valle del Tevere derubata di un goal ASSOLUTAMENTE REGOLARE e che avrebbe potuto cambiare le sorti del match. E’ questa l’unica vera emozione di un primo tempo molto tattico e anche fin troppo “maschio”, con entrate spesso ai limiti dell’ “assassinio”, soprattutto da parte dei ragazzi di Cerbone, ma in qualche caso anche i sabini non hnno lesinato “complimenti” agli avversari. Sicuramente opinabile la direzione di gara dell’arbitro Rinaldi di Bassano del Grappa e dei suoi due collaboratori toscani, scelti per l’occasione dal forte profumo di serie D.

Il risultato del primo tempo sta sicuramente stretto ai padroni di casa, ai quali tuttavia andrebbe bene anche il pari, sebbene questo 0-0 sia al quanto rischioso, perchè la squadra sarda non ha assolutamente voglia di fare da “sparring partner” e cercherà a tutti i costi il goal che potrebbe valere la qualificazione. Il secondo tempo, infatti, si apre decisamente con il Budoni in avanti ed in evidente pressione, con una Valle del Tevere costretta sostanzialmente ad agire di rimessa. trini-fagioliAl 5′ però è clamorosa l’opportunità mancata da Fagioli che, tutto solo in area di rigore riesce nel non facilissimo intento di sbagliare un “rigore in movimento” su assist di Mamarang, calciando su Trini con il piatto destro. La risporta sarda è affidata al gran tiro da fuori di Meloni,  Zonfrilli devia oltre la traversa. Sugli sviluppi del corner susseguente, è Santoro a cercare la porta con un destro di pregevole fattura che si spegne a lato, non molto lontano dal palo alla destra dell’ex estremo difensore della Viterbese. Sabini di nuovo pericolosi in avanti al 21′, con Fagioli che recupera un ottimo pallone destinato alla rimessa laterale ed a destinarlo a beneficio di un Mamarang che fino a questo momento si è visto ben poco. Il bravo attaccante di origini africane ci prova con il destro, ma ancora una volta Trini riesce con apparente semplicità ad opporsi alla conclusione, concedendo solamente un altro calcio d’angolo alla Valle del Tevere. Il punteggio si sblocca ufficialmente dieci giri di orologio più tardi, grazie ad una conclusione dai 25-30 metri di Santoro, su assist di Pinna. Il tiro viene toccato da Zonfrilli, ma il portiere non trattiene, commettendo una delle più classiche “papere”, che costa cara alla formazione di Forano. Intendiamoci, con il goal del primo tempo, la squadra di Scaricamazza sarebbe stata ancora in corsa per la finale che vale la D, ma visto che questo goal è quello buono per l’1-0, ora c’è poco più di un quarto d’ora a disposizione  dei sabini, per provare a riequilibrare a loro favore la qualificazione. Grave ingenuità da parte di Zonfrilli. FedericiNegli ultimi dieci di gara, il tecnico dei padroni di casa decide d’inserire nella mischia Federici, in luogo di Castellano, al fine di dare maggior peso offensivo e qualità al reparto offensivo. Al 43′ i padroni di casa sciupano l’ennesima palla goal che li avrebbe certamente mandati “in paradiso”: cross di Nocelli dalla destra per l’ex Monterotondo Federici, che ben appostato sul secondo palo, riesce a mandare a lato di testa, fallendo una rete già scritta. Al 47′ Federici reclama un calcio di rigore, ma l’arbitro in questo caso era a stretto contatto visivo con l’azione e quindi la scelta di non concedere la massima punizione ai laziali è sicuramente corretta in questo frangente. Il Budoni gioca anche con il cronometro nel finale, tenendo il pallone lontano dalla propria area e facendo trascorrere secondi preziosi, che portano i biancocelesti fino al quarto ed ultimo giro di orologio, nel quale arriva il triplice fischio da parte di Rinaldi, che fa scattare la festa di Cerbone e soci. Delusione ed amarezza invece in casa Valle del Tevere, per un sogno infranto proprio ad un passo dalla felicità. Playoff è una parola alquanto indigesta in casa sabina: due stagioni fa, infati, nell’anno della meritata vittoria del La Sabina, i biancoazzurri di Scaricamazza persero in casa contro la Boreale ai supplementari (2-4) e diedero l’addio alle speranze e possibilità di accedere al massimo torneo regionale, vincendo meritatamente la Promozione del’anno successivo. Che sia di buon auspicio per il futuro?

Finisce (o forse no) il sogno chiamato serie D per la Valle del Tevere. Resta da capire cosa accadrà al Rieti (in predicato di essere ripescato in serie C, anche se bisognerà capire chi e come possa coadiuvare il buon Presidente Curci al fine di effettuare le pratiche burocratiche per garantirne l’iscrizione) e soprattutto se la Figc richiamerà per il terzo anno consecutivo la L. Roma nel panorama professionistico, dopo che la squadra costruita da Cerrai e passata poi nelle mani di Rosato, nelle ultime due stagioni ha sempre ritrovato la terza categoria nazionale. In Italia, si sa, le regole sono fatte per gioco, non per essere rispettate e la Lupa Roma (alla pari dell’Albinoleffe) ne è l’esempio: il regolamento infatti, sulla carta, vieta ad una società di essere ripescata per due anni di fila e che bisogna attendere almeno tre stagioni per poter ripresentare domanda. Ma evidentemente è tutto una burla. Se per caso dovessero essere ripescati sia gli ostiensi di Tivoli che gli amarantocelesti reatini, a quel punto andrebbe valutata la situazione della Racing Roma, altra società che certamente non fa una bella figura (ricordiamo che la società originaria di Ardea (Racing Club) ha acquisito il titolo sportivo della Lupa Castelli Romani dell’attuale proprietario della Lupa Roma Rosato, retrocessa direttamente lo scorso anno dalla C alla D; il patron della compagine gialloverde ha però dichiarato che l’Interregionale non lo avrebbe fatto: “o C o niente”, ed il CF ha richiamato questa nuova realtà nei professionisti. Quest’anno però è di nuovo retrocessa senza playout ed il problema si ripresenta…con la minaccia di togliere la prima squadra, che dovrebbe di regola partecipare alla serie D, e fare solo sett. giovanile). Ora, ammettiamo che Rieti e L. Roma siano in serie C e che la Racing lasci la prima squadra, si libererebbero tre posti in serie D per quanto riguarda le laziali: uno verrebbe preso sicuramente dall’Aprilia, prossima a disputare la finale playoff e quindi in odore di promozione; per gli altri?… Una piccola possibile speranza ce l’avrebbe quindi anche la società di Forano, ma il Presidente De Santis dovrebbe in tal caso fare la domanda e poi incrociare le dita… insomma, chi vivrà vedrà!…. La cosa certa è che in questa sfida, la squadra ha fatto davvero poco per chiudere il discorso qualificazione, al di là del goal ingiustamente annullato. Le due o tre occasionissime costruite non sono state finalizzate a dovere. Una squadra che viene da un 2-2 all’andata, deve chiudere la pratica fin da subito con una o due reti nel primo tempo. Questo la Valle del Tevere non lo ha fatto (ripetiamo, rete annullata a parte) e quindi è giusto che sia stata punita ed eliminata.

In casa Budoni, d’altra parte, ovviamente è comprensibile l’esultanza e la felicità. In appena dodici mesi, il confermato e preparatissimo tecnico Raffaele Cerbone (ex attaccante di seri A e B, che ha vestito le maglie di Venezia (ai tempi di Zamparini), Empoli e Chievo (fra le altre) è riuscito a riportare in alto una realtà certamente delusa e scossa dalla retrocessione e che ha saputo tener testa ai formidabili campioni “di tutto” del Tortolì. La qualificazione raggiunta, con vista sul ritorno in serie D, rappresenta la ciliegina sulla torta di un percorso iniziato ad agosto, con una rosa rappresentata per la quasi totalità da giocatori giovani (i più grandi sono Trini (’87), Spina (’85) , Meloni (’92) e Caputo (’93). Tutta la Sardegna è in festa; l’isola si riscatta dopo le retrocessioni “dal piano di sopra” di Muravera e Torres, che però potrebbero anche tornare in Interregionale (la squadra della provincia cagliaritana è sicuramente più avvantaggiata, avendo perso i playout; i sassaresi sono retrocessi direttamente ma pare che la Figc abbia pronto un “salvagente” per questi gloriosissimi colori….). Il prossimo ostacolo della formazione di Cerbone è rappresentato dal Bozner, formazione di Bolzano che ha eliminato i lombardi della CasateseRogoredo: andata al “Talvera” il 4 giugno, ritorno al “Pincelli” la settimana successiva.

Queste le finali promozione in serie D:

CLODIENSE-UNION S. GIORGIO

ROMANESE-PAVIA

BOZNER-BUDONI

S. MARCONI-APRILIA

FRANCAVILLA-FABRIANO C.

S. GIORGIO-ALTAMURA

F. SELINUNTE-AUDAX C.

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