Lirfl (rugby a 13), il man of the match Valenti: «Una grande soddisfazione personale»

Lirfl (rugby a 13), il man of the match Valenti: «Una grande soddisfazione personale»

22 Marzo 2017 0 Di Ufficio Stampa Sport Plus

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Roma – Negli occhi degli appassionati di rugby a 13 c’è ancora la squillante vittoria ottenuta dall’Italia sul Grecia nel test match contro la Grecia. La sfida con gli ellenici ha visto un alto rendimento da parte di tutti gli azzurri, ma l’uomo della partita è stato giudicato Giuseppe Valenti. Apertura classe 1990, Valenti ha già conquistato uno scudetto targato Lirfl (Lega Italiana Rugby Football League) con Reggio Calabria nel 2016, tra l’altro trasformando il calcio decisivo, e con la Grecia ha giocato la sua seconda partita con la maglia della Nazionale. «Avevo partecipato al precedente test con BARA, ma far parte del giro azzurro è sempre un grande orgoglio». La soddisfazione è indubbiamente arrivata alle stelle quando gli organizzatori gli hanno comunicato la scelta di votarlo come “man of the match”. «E’ la prima volta che mi capita e sinceramente non me lo sarei mai aspettato. Ne sono stato molto orgoglioso e il tutto è stato condito da uno splendido successo dell’Italia sulla Grecia, dunque è stata una splendida giornata». Secondo l’apertura gli azzurri hanno fatto ampiamente il proprio dovere nel match di L’Aquila. «Abbiamo giocato un rugby molto semplice, ma estremamente efficace. E’ andato tutto secondo i piani preparati dallo staff tecnico». Valenti ha virtualmente cambiato casacca rispetto all’ultima convocazione visto che ha risposto a questa da giocatore dell’Aquila Neroverde. «Sono venuto a giocare a Pesaro in serie A nel rugby union e quindi al momento ho scelto di far parte del club abruzzese per ciò che concerne il league». Il suo obiettivo, ovviamente, è quello di far parte a lungo del giro azzurro. «La maglia della Nazionale regala sempre emozioni particolari. Il movimento del rugby league è in crescita, ma può e deve ancora alzare il livello delle sue competizioni: la strada è quella giusta». Una cosa è certa: l’Italia del rugby a 13 su di lui può contare a occhi chiusi.