Badminton: GSA Chiari, parola di Merigo

Badminton: GSA Chiari, parola di Merigo

7 Gennaio 2022 0 Di Giorgio Zanirato

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Il mondo dello sport si comporta in modo diverso in funzione di esigenze diverse ed il caso di Djokovic e’ allarmante. Poi arriva il badminton e racconta una storia, DIVERSA!!!. Ma che insegna e fa riflettere. Chi? Quelli che hanno voglia di pensare. A voi la scelta.
Queste le parole scritte da Max Merigo presidente del GSA Chiari.
E così per il secondo anno consecutivo il Grand Prix di Chiari, da 10 a anni appuntamento tradizionale d’inizio anno del badminton italiano, è stato annullato.
La scelta è maturata in seguito all’aumento esponenziale dei contagi di questa variante Omicron del COVID che sta colpendo particolarmente il nostro territorio.
Una decisione presa, dopo attente e ponderate valutazioni, solo due giorni prima dell’inizio della competizione; potevamo decidere prima? Forse, ma la situazione solo pochi giorni fa era completamente diversa e come si dice… la speranza è l’ultima a morire.
Con il direttivo del GSA CHIARI ci siamo chiesti cosa fosse più importante in questo momento.
Disputare il torneo significava dare un momento di agonismo ai numerosi giovani della nostra società che, per la prima volta e dopo due anni di scarsa partecipazione, affrontavano una gara; poi, a seguire, i buoni rapporti con le società presenti a cui avremmo voluto offrire una manifestazione soddisfacente sotto tutti i punti di vista e infine gli aspetti economici, vedi introiti delle iscrizioni e accordi con gli sponsor, che per una società come la nostra sono fondamentali
Tutte argomentazioni importanti che, però, sono state messe in secondo piano rispetto alla motivazione primaria e cioè la tutela della salute delle persone. Pur con l’intenzione di dare la massima attenzione nel far rispettare il protocollo gare federale, non eravamo certi di poter avere una situazione sotto controllo da questo punto di vista.
I circa 140 atleti presenti con i loro accompagnatori avrebbero vissuto all’interno dell’impianto per molte ore nell’arco dei due giorni di gare e questo avrebbe comportato, soprattutto tra i più giovani, la normale e fisiologica necessità di incontrarsi con poca attenzione al distanziamento e al corretto uso delle mascherine, come è successo in molti dei tornei disputati nel 2021. Questi comportamenti sarebbero stati terreno fertile per un virus estremamente contagioso come l’attuale.
Alla fine una decisione dolorosa, ma necessaria.
Di questo devo ringraziare i membri del mio direttivo che hanno dimostrato un grande senso civico e sociale avendo ben saldi i principi fondamentali che deve trasmettere lo sport. “
Il mondo dello sport puo’ valutare.

Roberto Fava