Calcio: Stop ai Dilettanti; La C dovrà proseguire

Calcio: Stop ai Dilettanti; La C dovrà proseguire

20 Maggio 2020 0 Di Giorgio Zanirato

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Di Giorgio Zanirato

Un paese a due velocità, complice il Coronavirus/Covid-19. E’ questa la fotografia italica del Belpaese, alla luce degli ultimi avvenimenti in tempo di crisi sanitaria. Da un lato, le riaperture (con gruppi di persone che non hanno aspettato nemmeno il “suono della campanella” per riunirsi nuovamente in piazza, sui Navigli o nei locali (rigorosamente all’aperto date le temperature estive oramai giunte a compimento), facendo risalire la curva dei contagi che, faticosamente, abbiamo cercato di far scendere restando chiusi in casa per circa 70 giorni) delle attività commerciali della Nazione, tentando così di risollevare uno stato al collasso dal punto di vista economico. Tale allentamento delle misure restrittive ha, come da programma, scontentato diverse classi di lavoratori, inevitabilmente dimenticate da chi è preposto a governare la “Nazione dei burattini”.

Dall’altra la ripartenza delle attività sportive, o meglio, dell’unica disciplina che realmente cattura l’interesse di milioni di spettatori: il calcio. Qualcuno potrebbe obiettare che questo è il gioco più in voga nel nostro paese, ma perché allora quando ci sono mondiali ed Europei o Olimpiadi di altre categorie scopriamo di essere tutti falsamente patriottici, tifando per i nostri connazionali impegnati? Si parla tanto di discriminazione in ambito sociale, anche dal punto di vista sportivo si potrebbe fare altrettanto: il calcio riparte, mentre invece nuoto, tennis, atletica, Basket e ciclismo hanno chiuso i battenti e (forse) ripartiranno in autunno o, peggio, nel 2021. Perché, ma il calcio non ha gli stessi pericoli di un contagio che possono magari avere i ciclisti ad esempio?… Ma il punto su cui dobbiamo soffermarci è un altro.

Concentrandoci maggiormente sul fattore calcio, dal Consiglio Federale tenutosi questo pomeriggio viene messa in evidenza una differenza sostanziale, che già conoscevamo a livello di categorie, ma che ora diventa ancora più netta e ben delineata: le attività agonistiche Professionistiche sono tutt’altra cosa rispetto a quelle Dilettanti. Questo è un assunto che risulta abbastanza evidente, quantomeno sul piano descrittivo, ma in termini di emergenza sanitaria, non dovrebbe essere GLOBALE il rischio di contagio? A questa domanda rispondiamo: NO. La Serie A ha interessi legati ai diritti tv, maggiori rispetto alla cadetteria, ma entrambe termineranno sul campo (bisogna solo capire in che forma) i loro rispettivi tornei. Tornerà in campo anche la terza divisione “pro” italiana, ovvero la Serie C, con Ghirelli sconfessato letteralmente dal suo predecessore, ovvero Gravina (attualmente nelle vesti di Presidente Federale): Monza, Vicenza e Reggina, ovvero le tre capolista dei vari gironi in essere dovranno così attendere la promozione sul campo.

Diverso il discorso dei Dilettanti che, come annunciato dal Presidente Sibilia, hanno ricevuto lo stop dalla Figc. Venerdì, dalla stessa sede di Via Allegri in Roma, verranno definiti i verdetti riguardanti promosse e retrocesse, in merito alle quali si stanno facendo diverse illazioni ed ipotesi. Al momento, l’unica cosa certa e per la quale manca soltanto l’ufficialità, è la promozione aritmetica delle nove capoclassifica nei rispettivi raggruppamenti. Ed è così che realtà importanti del calcio professionistico degli ultimi anni, quali ad esempio Lucchese, Pro Sesto, Mantova, Grosseto, Turris e Palermo ritroveranno il panorama del calcio che conta. A queste si aggiungeranno il Campodarsego (realtà del padovano che in questi anni di serie D ha sempre ben figurato, senza però mai riuscire a conquistare la serie C per questione di sfortuna legata a qualche risultato andato storto) ed il Matelica, formazione marchigiana accomunata alla società veneta per risultati in Interregionale (serie D).